di Renato Finco (Segretario Comunale PD Ferrara)

Ormai sta diventando un’abitudine diffusa dei rappresentanti della cosiddetta Destra Ferrarese, da Lodi a Spath, da Fornasini a De Martino ad invocare slogan ad effetto fino alla chiamata addirittura dell’esercito di fronte alle aggressioni, ad ogni arrivo di profughi, ad ogni tentativo di furto. Come se fossimo in una città da far west oppure su un set televisivo della serie “Gomorra”; tante sono infatti le comparsate dei nostri “ eroi” nelle televisioni private a redarguire questo e quello.

Naturalmente questo tipo di azioni danno molta visibilità ma alla fine i nostri “protagonisti” vogliono solo questo e non l’impegno per una soluzione. Un modo per non affrontare e risolvere i problemi reali, anzi con il rischio di ghettizzare i cittadini e di creare false aspettative. Un modo irresponsabile per sbriciolare il senso di una comunità.

Perché invece questi signori non provano a vedere oltre il proprio naso?

Perché, le forze politiche che rappresentano non hanno votato la risoluzione al bilancio 2016-2017 del Comune di Ferrara per lo stanziamento di fondi per la tutela della persona e del patrimonio? Perché oltre ad ordini del giorno utili solo per apparire sui media, non propongono politiche per il bene comune? La risposta la sappiamo già, perché a loro non interessano i problemi dei ferraresi.

 L’azione delle forze dell’ordine e dei cittadini, soprattutto in zona stazione, a seguito di interventi di presidio territoriale e di lotta allo spaccio ha attivato una reazione contraria e violenta da parte di chi delinque. E’ la risposta di chi si sente braccato.  

Il Partito Democratico di Ferrara, già dal maggio 2015, ha sostenuto l’azione del Comune, della Prefettura, delle Forze dell’Ordine evidenziando come il rinnovo del Patto Ferrara Sicura ed anche il lancio della campagna FERRARA SI-CURA, a livello provinciale, culminato lo scorso aprile, con la presentazione del protocollo al Viceministro dell’Interno con delega alla Polizia di Stato. I testi concordati propongono una serie di interventi tra cui la richiesta di potenziare l’azione, già efficace, delle forze dell’ordine che hanno avanzato anche i rappresentanti sindacali degli agenti della Questura di Ferrara.  

Il tema della sicurezza a Ferrara va affrontato con un’azione politica non strumentale che favorisca strategie di integrazione delle persone, di riqualificazione del territorio, di riappropriazione degli spazi comuni in un progetto coordinato e integrato per contribuire con Forze dell’Ordine e Polizia locale, ciascuno in base alle proprie competenze e ruoli, a migliorare le condizioni di vita urbana nel suo insieme.

Le politiche per la sicurezza quindi non si possono delegare solo al lavoro delle Forze dell’Ordine e della Polizia Municipale. Questo intervento è meno efficace se non si inserisce in un piano che affianca a queste azioni di ordine pubblico progetti di mediazione culturale, iniziative di mantenimento e rafforzamento della rete di servizi, interventi di riqualificazione urbanistica, manutenzione ed arredo dei luoghi e delle piazze pubbliche, politiche aggregative di promozione e di offerta, in particolare culturale e sportiva, promozione di azioni di cittadinanza attiva che possano promuovere la conoscenza tra le persone e combattere l’isolamento.

E’ vero i cittadini si sentono sempre più insicuri, le risposte ai loro bisogni vanno costruite senza demagogia e divisioni ma con azioni concrete e condivise.