Intervista a Pier Luigi Bersani di Carlo Passera – La Padania

Giornalisti de la Padania nella sede lombarda del partito Democratico per un`intervista a Pier Luigi Bersani suggerita dallo stesso entourage del segretario Pd: già questa è una notizia… Destinata a far discutere parecchio, poi, con questi chiari di luna e visto il messaggio forte e chiaro recapitato dal leader originario di Bettola (tremila anime nel Piacentino, Lega al 35%) a Umberto Bossi: «Impegno me e il mio partito a portare avanti il processo federalista, dialogando con la Lega. Quali che siano gli sviluppi politici. Guardiamo oltre Berlusconi ma salviamo la prospettiva autonomista».
Perché questa sua presa di posizione?
«Intendo prendere anche personalmente un impegno: penso che sia oggi la Lega a tenere attaccata la spina di Berlusconi, ma presto o tardi si arriverà al dunque e il processo federalista va preservato, è una riforma storica, epocale per la democrazia italiana. Credo da sempre che, pur da posizione diverse e anche alternative, ci siano due vere forze autonomiste in questo Paese: il Pd e la Lega. Noi rivendichiamo e vogliamo coltivare, rinnovandola, questa nostra antica tradizione. Abbiamo in testa “l`Italia delle autonomie”, l`idea cioè che con la responsabilità diretta dei territori si possa arrivare sia a un livello comune di cittadinanza e di servizi, sia alla possibilità che chi ha una marcia in più possa correre. In questa contingenza noi vediamo dunque con grandissima preoccupazione il fatto che la Lega, vedendo accorciarsi i tempi della legislatura, possa accontentarsi di un Federalismo di bandiera; dall`altro temiamo che Berlusconi, culturalmente e politicamente del tutto disinteressato al Federalismo, ne approfitti per pretendere in cambio il processo breve, così come ha ottenuto il voto sulle “leggi sulla cricca”, e dunque “passare `a nuttata”. Da questo matrimonio un bambino come il Federalismo rischia di rimanere soffocato».
Bossi si aspettava da parte del Pd un atteggiamento diverso sul Federalismo municipale, che voi avete bocciato forse più per questioni di contrapposizione politica che per considerazioni di merito…
«Voglio chiarire, con sincerità. Noi abbiamo prima di tutto innestato il meccanismo federalista con la modifica dell`art 119 della Costituzione, abbiamo avuto un atteggiamento positivo sulla legge 42 (la legge delega sul Federalismo fiscale, il Pd si astenne, ndrj, ma abbiamo votato contro la fiscalità comunale per una questione assolutamente di merito. Non ci piace l`assetto che disegna: concede qualcosa ai Comuni, che recuperano un po` di soldi con nuove tasse, e non applica la logica di autonomia impositiva `voto, vedo e pago”, restringe la tassazione a quelli che non votano nel Comune stesso, e mette una patrimoniale sulle pmi… No, ecco, non ci va bene».