Posts Tagged ‘jobs act’

Sabato 23 settembre: “I nuovi scenari del lavoro” con Leonardi e Marattin

martedì, settembre 19th, 2017

Il Partito Democratico fa il punto sulle politiche messe in campo per accompagnare i cambiamenti del mondo del lavoro, dal Jobs Act allo Statuto del lavoro autonomo.

Sabato 23 settembre alle ore 14.30 presso l’Hotel Astra, l’economista Marco Leonardi, Professore dell’Università di Milano e Consigliere Economico del Governo, si soffermerà sul ventaglio di azioni, strumenti normativi e incentivi che supportano il mercato del lavoro, contribuendo a favorire i primi segnali di ripresa economica. Sarà inoltre l’occasione per illustrare le misure previste nella legge di bilancio a sostegno, in particolare, dell’occupazione giovanile.

L’iniziativa sarà introdotta da Luigi Marattin, collega di Marco Leonardi nel gruppo di consiglieri economici di Palazzo Chigi, che inquadrerà il contesto economico generale alla luce del quale leggere le linee di politica economica del Governo e le priorità individuate nella legge di bilancio.

Modererà l’incontro Sabrina Cherubini, componente della Segreteria provinciale e Responsabile Lavoro del Partito Democratico di Ferrara.

JOBS ACT: Filippo Taddei a Ferrara

martedì, gennaio 20th, 2015

filippo_taddeiVenerdì 23 gennaio, alle ore 20.45 esatte presso la Sala della Musica in via Boccaleone 19 a Ferrara (vicino al Chiostro della chiesa di San Paolo), Filippo Taddei, responsabile economia e lavoro della segreteria nazionale PD, incontrerà la popolazione e le associazioni di categoria per affrontare il Jobs Act.

L’incontro, organizzato dalla Federazione provinciale del Partito Democratico di Ferrara in collaborazione con il Gruppo Consiliare PD del Comune di Ferrara, muove dall’acceso e appassionto dibattito dei mesi scorsi e dall’avvio recente dei decreti.

Tutto ciò chiede chiarimenti e suscita curiosità che Taddei — Professore di economia incaricato dal segretario Renzi di impostare e in buona parte scrivere il Jobs Act — affronterà in un dialogo diretto col pubblico.

La Costituzione lega la sovranità all’autonomia sociale ottenuta anche attraverso il lavoro: la riforma del mercato del lavoro deve porsi anche in quest’ottica di democrazia.

Jobs act, parte il confronto

martedì, settembre 30th, 2014

jobsParte anche a Ferrara il confronto sul tema della riforma del lavoro, dopo i recentissimi lavori della Direzione Nazionale, con un incontro promosso dall’Unione Comunale del PD di Ferrara e dal Circolo PD di Porotto-Mizzana.

L’appuntamento è previsto per giovedì 2 ottobre, alle ore 21:00 presso il campo sportivo di Porotto (via Petrucci), a cui parteciperanno Raffaele Atti (Segretario CGIL Ferrara), Federico Frattini (Responsabile economia PD Comune di Ferrara) e Alessandra Bergonzoni (Esperta di mercato del lavoro).

Maggiori informazioni sul Jobs Act

Scarica il volantino dell’iniziativa

Jobs Act e riforma del lavoro: le proposte del PD

lunedì, febbraio 3rd, 2014

vigarano_5_FEBIl circolo PD di Vigarano Mainarda, in collaborazione con la Fondazione “L’Approdo” e la Scuola di Politica del PD di Ferrara, organizza per mercoledì 5 febbraio 2014 un incontro dal titolo “Jobs Act e riforma del lavoro: le proposte del PD”.

L’appuntamento, che si svolgerà alle ore 20.45 presso la Sala Multimediale Polivalente di Piazza Repubblica a Vigarano Mainarda, illustrerà il piano per rilanciare l’occupazione proposto dal Segretario PD Matteo Renzi ed aperto alla discussione di tutti.

Tre i punti cardine della proposta: presenza rappresentanti dei lavoratori all’interno dei CDA delle aziende, abbattimento dell’Irap del 10% e riduzione delle forme contrattuali.

Dopo l’introduzione della Segretaria del Circolo Paola Romani, interverrà Luigi Marattin, docente di Economia Politica all’Università di Bologna e Assessore al Bilancio del Comune di Ferrara.

Jobs Act: strumento per far ripartire il Paese

giovedì, gennaio 9th, 2014

jobsact«Abbiamo dato una bella scossa con la prima enews dell’anno, quella del 2 gennaio scorso. Ricordate? Abbiamo messo in campo tre ipotesi di legge elettorale e chiesto a tutti di chiudere. In questo secondo appuntamento del 2014, provo a fare la sintesi del punto in cui siamo e ad anticipare i contenuti della riflessione sul lavoro di cui parliamo dalla campagna elettorale.

Legge elettorale. Abbiamo offerto tre ipotesi di lavoro (rivisitazioni del sistema spagnolo, del Mattarellum, del doppio turno). Gli altri partiti ne stanno discutendo. Noi aspettiamo le loro valutazioni e ci riuniamo il 16 gennaio, in direzione, per chiudere con la nostra proposta. A mio giudizio ci sono le condizioni per definire un accordo che sarebbe davvero straordinario: sistemare in un mese quello che non si è fatto negli ultimi otto anni. Incrociamo le dita e stringiamo i denti. Mi dicono: ma vedrai Berlusconi? E Grillo? E Alfano? Sono pronto a incontrare tutti, purché si chiuda su una cosa che serva agli italiani. Se deve essere il modo di perdere tempo e prendere un caffè, lo prendo con i miei amici che mi diverto di più. Se serve a chiudere sulla legge elettorale, ci siamo.

Riforma del Senato. Noi andiamo in riunione dai Senatori del PD il prossimo 14 gennaio. Ci guardiamo in faccia. E a loro chiediamo di presentare il disegno di legge costituzionale per cambiare il Senato, trasformandolo in Camera delle Autonomie. Il supplemento della domenica del Sole 24 Ore ha rilanciato una proposta suggestiva: coinvolgere i mondi della cultura in questo organismo. Potrebbe essere una base di discussione a condizione che non sia elettivo e sia invece un incarico gratuito. Lo so, non è facile, ma eliminare il bicameralismo come lo conosciamo oggi sarebbe un passaggio storico. E sarebbe il segnale che la politica ha finalmente recepito il messaggio di cambiamento che è arrivato dai cittadini anche con le primarie. Poi, passaggio successivo, abbassamento numeri e compensi dei consiglieri regionali. Uno alla volta, per carità!

Eliminazione dei politici delle Province. Il disegno di legge Delrio è passato alla Camera. Adesso aspettiamo che il Senato dia il via libera definitivo a gennaio. Primo passo verso il miliardo di euro di risparmi dei costi della politica. Sul quale rinnovo l’appello ai deputati 5 stelle: se davvero pensate che sia un bluff, perché non venite a vedere le carte? Vediamo chi è che sta facendo il furbetto: io credo che gli elettori 5 stelle si stiano rendendo conto che protestare e basta non è sufficiente. Ecco perché continuo a sfidare i rappresentanti di quel movimento lì: perché la base, la loro base, quelli che li hanno votati, che stanno chiedendo di fare gli accordi. E a nulla serve che l’imponente apparato di comunicazione di Beppe Grillo – pagato con soldi pubblici, perché per quanto mi risulta i 5 Stelle hanno rinunciato al finanziamento pubblico dei partiti, ma prendono tutti i soldi fino all’ultimo centesimo del finanziamento pubblico dei gruppi parlamentari: chissà se prima o poi ci diranno quanti milioni di euro spendono pagati dal contribuente! – bombardi la rete con i propri utenti, veri e finti: il punto centrale è che Grillo perde consenso. L’avete visto in Trentino Alto Adige? Adesso ha avuto paura a candidarsi in Sardegna. Per forza. Grillo si rende conto che la tattica di non fare niente alla lunga non paga. Eppure tra i 5 Stelle in Parlamento c’è chi urla e chi sbraita, ma alcuni sono veramente bravi, studiano i dossier, sono preparati, sono animati dal desiderio di fare il bene dell’Italia: cosa aspettano a farsi sentire? Non si tratta di fare un accordo vecchio stile o un baratto di poltrone, né di fare un Governo insieme: semplicemente di ridurre i costi della politica. Voi che dite: alla fine ci staranno?

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