DISTURBI DELLA NUTRIZIONE E DELLA ALIMENTAZIONE: IL PARTITO DEMOCRATICO DI FERRARA SI OPPONE AI TAGLI DEL GOVERNO

In questi giorni un tema di grande interesse è rappresentato dagli ulteriori tagli alla Sanità Pubblica da parte del Governo attraverso il ridimensionamento del Fondo Nazionale per i Disturbi Alimentari, istituito con la Legge di Bilancio del 30 dicembre 2021 con una dotazione di 25 milioni di euro per il biennio 2022 e 2023. Stiamo parlando di persone affette da Anoressia, Bulimia, Disturbo da alimentazione incontrollata che nel nostro Paese, secondo i dati dell’Istituto superiore di Sanità, nel 2020 hanno coinvolto 2.398.749 di persone di cui il 30%con meno di 14 anni. Purtroppo nel post covid si è registrata una forte crescita di casi tra giovani e giovanissimi, fino a triplicare questi dati. Inoltre, molte persone non rientrano nelle statistiche, perché non sono intercettate.

Sappiamo comunque che per le giovani e i giovani sono la seconda causa di morte dopo gli incidenti della strada. Si tratta di pazienti che attraverso il cibo denunciano un malessere profondo, disagi psichici e psichiatrici che vanno presi in carico da strutture pubbliche.

Purtroppo, questi disturbi non rientrano nei livelli essenziali di assistenza (LEA) lasciando alle Regioni e alle famiglie l’onere della cura con enormi differenze fra regioni. Il Fondo Nazionale per i Disturbi Alimentari aveva in qualche modo “soccorso” questo grave ritardo del Sistema Sanitario Pubblico.

La Regione Emilia-Romagna che conta circa 2008 persone prese in carico (+27,5% rispetto all’anno precedente) ha ricevuto 1,8 milioni che hanno consentito di stabilizzare e consolidare il modello organizzativo della rete ambulatoriale basato su equipe multidisciplinari di professionisti (psicologi, psicoterapeuti, psichiatri, nutrizionisti, dietisti, infermieri, neuropsichiatri infantili) che, attraverso un percorso diagnostico, terapeutico e assistenziale, prendono in carico i pazienti con Disturbi della Nutrizione e Alimentazione in ogni Azienda Usl.

La Regione Emilia-Romagna ha sul territorio il 18% delle strutture Pubbliche nazionali per la cura di questi pazienti e il 33% di quelle del Nord Italia.

L’assessore alla Sanità Donini in una intervista rilasciata il 12 gennaio 2024 ha garantito che “la nostra rete di assistenza e cura non subirà riduzioni, ma lo Stato non può abbandonare questi cittadini”.

Il Partito Democratico di Ferrara vuole raccogliere il grido silenzioso dei tanti giovani e giovanissimi affetti da questi disturbi. Un grido di allarme che ben conoscono i professionisti della sanità pubblica, che ogni giorno con queste ragazze e questi ragazzi si confrontano, oltre che i volontari e le volontarie delle associazioni e le famiglie che queste situazioni vivono direttamente.

Anche il Partito Democratico di Ferrara sostiene la mobilitazione dal basso, che coinvolgendo i territori e gli amministratori negli enti locali chiede al Governo di ripristinare il Fondo Nazionale per il contrasto ai disturbi del comportamento alimentare e che questi disturbi siano finalmente riconosciuti nei LEA.

Chiara Benvenuti, referente salute e benessere sociale in Segreteria Unione Provinciale PD Ferrara

Nicola Minarelli, Segretario della Federazione del Partito Democratico di Ferrara

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