Richiedenti asilo. Bertelli (PD): “bene il lavoro di Minniti”

In merito alla proposta di nuove regole nella gestione dei richiedenti asilo avanzata dal Ministro Minniti faccio alcune riflessioni.

La responsabilità dell’accoglienza da parte dei comuni è stata finalmente messa come elemento fondamentale per un corretto funzionamento del sistema. Ricordiamo che anche nelle realtà di dimensione limitata, come il territorio Ferrarese, un comune che non accoglie impone agli altri comuni uno sforzo che non sempre sono in grado di sopportare.Nel nostro territorio da tempo stiamo cercando di inserire i ragazzi in attesa di status di asilo in progetti di volontariato sociale, non si tratta di un “risarcimento” per i 35 Euro, ma di un progetto molto più complesso. 

Come Partito Democratico abbiamo lanciato ad Ottobre un appello per un “Patto di Comunità”, che impegna associazioni e amministrazioni nel costruire appunto progetti per l’inserimento nel volontariato di questi ragazzi.

L’ospitalità in un Paese, proprio dal momento che non si tratta solo di un obbligo ma di una volontà umanitaria precisa, non comporta solo vitto e alloggio quanto il tentativo di offrire alla persona accolta un’interpretazione di comunità. Un paese che accoglie un richiedente asilo è di fatto un paese dotato di un “pacchetto” di diritti maggiori rispetto a quello dei paesi lasciati. La partecipazione a questi progetti deve inserirsi proprio nel piano di introduzione di una persona nella nostra comunità.

Ben oltre i soliti stereotipi, nel nostro Paese, risiede una profonda cultura solidaristica fondata sul “fare” con gli altri e per gli altri. L’Italia (e l’Europa) è quello spazio dove la comunità ha deciso (e ci prova davvero) di non lasciare nessuno da solo.

Inserire un richiedente asilo in un progetto di volontariato non significa farlo lavorare gratis né tantomeno “rubare” il lavoro, ma avvicinarlo al funzionamento delle nostre città e delle nostre comunità, per renderlo meno “ospite”.

Altro tema che deve assolutamente diventare prioritario nell’agenda del Ministro è la questione dei minori non accompagnati arrivati nel nostro paese. Oltre alla dovuta attenzione umanitaria che dobbiamo riservare a questo urgente tema, c’è da considerare anche l’aspetto strategico della questione. Un minore che quasi certamente crescerà e farà famiglia nel nostro paese sarà un cittadino della nostra comunità, sarà il nostro futuro panettiere, il futuro insegnante dei nostri figli, il futuro infermiere o medico del nostro ospedale. Investire su questi ragazzi, in un paese con popolazione anziana, è una scelta lungimirante. Senza contare che i valori di comunità e reciprocità che noi oggi trasmettiamo loro saranno le fondamenta della comunità di domani

Giulia Bertelli – Responsabile welfare PD Ferrara

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