13 febbraio: i Giovani Democratici ricordano Federico Aldrovandi

volantino_13feb_ALDRO“La verità la sa solo Federico. La sentenza di un giudice ambisce e spera di assomigliarle.” (Tratto da “E’ stato morto un ragazzo” di Filippo Vendemmiati)
E’ difficile anche solo pensare che quella prima verità, la verità di chi subisce una violenza inimmaginabile che arriva a distruggere delle vite, possa essere solo supposta da altri, su basi di fatti raccontati da terzi e interpretati attraverso la legge.

Come si fa in poche parole a dare speranza e giustizia a chi ha perso un figlio, un fratello, un amico?

Il 6 Luglio 2009, grazie alla persona del Giudice Francesco Maria Caruso e alle indagini svolte dagli avvocati dell’accusa, una sentenza si e’ avvicinata a dare questa risposta portando con se la verità che rispettava i fatti e il valore quella giovane vita spezzata. La condanna: omicidio, quattro persone, quattro rappresentanti delle forze dell’ordine hanno privato un ragazzo di 18 anni del proprio futuro e hanno contribuito a depistare le indagini. Quelle stesse persone (che mai si sono scusate con i famigliari e mai hanno dato segno di rammarico per la vicenda) saranno reintegrate nel posto di lavoro che occupavano, potrebbero prendere di nuovo in mano dei manganelli e, abusando della divisa che portano, distruggere le vite di altri figli, fratelli, amici. Di fronte a questo non si può tacere, non si può far finta che non sia successo nulla. Non vogliamo dimenticare. Non vogliamo che Ferrara dimentichi. Non si può strappare a quella famiglia anche la giustizia ottenuta dopo anni di battaglie e nemmeno permettere che il dolore e la speranza che le hanno accompagnate vengano calpestate in questo modo. Chi ha fatto questo una volta e’ capace di farlo di nuovo ed e’ grave che, nonostante una decisione che li configura come omicidi, vengano rimessi nelle stesse potenziali condizioni. La verita’ di Federico, quella del giudice, che dovrebbe somigliarle, non possono sfumare così.

Anche noi Giovani Democratici dell’Emilia Romagna vogliamo unirci al coro di chi grida “NO”, vogliamo evidenziare la nostra posizione ferma e forte accanto a quella della Fam. Aldrovandi e degli amici di Federico per fare la nostra parte nel ricordarlo e nel difendere la sua verità. In passato abbiamo già sostenuto una campagna per l’introduzione del reato di tortura e da oggi ci impegneremo ancora di più affinché questo trovi spazio nel codice penale e vada a coprire un ruolo fondamentale per la ricerca di una giustizia più reale e completa nelle vicende come quelle di Federico Aldrovandi e Stefano Cucchi.

Per questi motivi vi invitiamo all’iniziativa in ricordo di Federico che si terrà il giorno 13 Febbraio 2014, ore 18.00 nell’Imbarcadero 2 del Castello Estense ed inviteremo tutti i nostri giovani a partecipare alla manifestazione “Via la Divisa”. Vogliamo esserci.

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