25 APRILE PER LA LIBERTÀ: IL DIRITTO DI AVERE UN PENSIERO

Diceva Sandro Pertini che “dietro ogni articolo della Carta Costituzionale stanno centinaia di giovani morti nella Resistenza, quindi la Repubblica è una conquista nostra e dobbiamo difenderla, costi quel che costi”.
Non c’è una statistica per i morti dietro ogni articolo costituzionale, ma azzarderei tra i primi posti l’art. 21: la libertà di pensiero. Il confronto libero e dialettico tra partiti, associazioni e semplici cittadini nasce dopo essere stato calpestato, annullato da venti anni di regime. Non di colpo, non dall’oggi al domani. Gradualmente. Perché se il partito era efficace nel mettere a tacere gli oppositori, a limitarne anche drasticamente il diritto alla parola, fu altrettanto capace nell’influenzare ed annullare il diritto di pensare, il diritto di formare un proprio pensiero.
Prima la stampa che era totalmente gestita dal regime e solo il pensiero fascista vi aveva cittadinanza: la realtà era descritta come idilliaca, scomparivano i ladri, le rapine, le violenze. Il regime doveva apparire come risolutore di tutti i mali degli italiani che pochi anni prima aveva cavalcato per scalare il potere.
Poi il mondo della cultura e del sapere dove chi si opponeva veniva zittito. Chi aderiva, veniva arruolato. Giornalisti, poeti, scrittori e comunicatori sottomettevano la propria professione, la propria arte, la propria conoscenza alle direttive del partito fascista.
Il partito faceva sua ogni cosa e ove non riusciva, controllava e censurava, come accaduto con i libri e le opere letterarie.
Poi la guerra, la resistenza, la vittoria, la pace, la Costituzione, la libertà. Anche e soprattutto quella di manifestare il libero pensiero.
La libertà di guardare con occhi propri i problemi e valutarne le possibili soluzioni dentro ad una pluralità di voci.
La libertà di conoscere, di studiare, la libertà di avere un senso critico. Il diritto di avere un pensiero diverso dalla maggioranza e la libertà di opporsi civilmente.
Nella velocità della vita quotidiana prendersi tempo per approfondire ed imparare vuol dire dare applicazione piena al diritto di formare e manifestare un libero pensiero, così come espresso in quel capolavoro chiamato Costituzione: sapere di non sapere, essere curiosi, affamati di conoscenza, essere critici, elementi per festeggiare, oggi come ogni giorno, il 25 Aprile.

ENRICO SEGALA
Segreteria Unione Comunale PD Ferrara
Delega alla cultura e al turismo, rapporto con associazionismo culturale,
biblioteche, scuola e rapporti con le comunità straniere.

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