Caso Sahid: la strada verso la civiltà

sahid
L’intervento di Anna Baldoni e Roberto Cassoli
La morte di Sahid Belam, pochi giorni fa, su una strada della prima periferia di Ferrara, ci fa interrogare come attivisti del Pd rispetto a quali proposte politiche e azioni possano costruire una comunità accogliente caratterizzata da benessere diffuso e coesione sociale.

In questi tempi di crisi economica e sociale sono sempre più diffusi atteggiamenti di intolleranza anche nella nostra città. Questa tendenza ci conferma che abbiamo bisogno di conoscere, di studiare, di dibattere e di capire i cambiamenti.

Nei principi della Costituzione, in una scuola di qualità, nell’educazione civica, risiede l’unica speranza che, nel caso un altro sventurato o sventurata sia avvistato, nudo, sul ciglio della strada, in inverno, chi si trovi a transitare con l’auto, semplicemente, si fermi, si accerti che la persona stia bene e se teme che non sia così, chiami un’ambulanza o i carabinieri.

Condividiamo gli appelli del Sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani , l’Arcivescovo di Ferrara mons. Paolo Rabitti e il Direttore dell’Ufficio Migrantes e presidente dell’Associazione K Don Domenico Bedin e degli amministratori intervenuti a meditare sulla morte di Sahid Belam perche Ferrara non sia “la città dei numeri e dell’indifferenza ma la città delle persone e dell’attenzione”……

Ma perché questo accada, perché in autobus, chi è in forze lasci il posto a chi ha difficoltà di camminare, perché chi si trovi a poter truffare, decida di non farlo, perché chi è tenuto ad essere trasparente, lo sia pienamente, perché la paura di ciò che non si conosce possa essere affrontata con la ragione e con il dialogo, la strada da percorrere è lunga e faticosa. E’ un cammino fatto di acquisizione di valori, conoscenze, competenze – che devono essere alla base dei nostri comportamenti – e che hanno come cornice i principi della Costituzione (tra cui l’uguaglianza di tutte le donne e tutti gli uomini nei diritti fondamentali). Per acquisire questi valori è necessaria una formazione di qualità e, per i giovani, il buon esempio da parte degli adulti. A scuola si chiama curriculum nascosto ciò che gli insegnanti involontariamente trasmettono ai propri alunni attraverso il comportamento.

Come Pd pensiamo che il diritto al lavoro e il diritto ad una scuola di qualità siano sempre stati e siano oggi più che mai, le basi su cui costruire una società. Ci impegniamo e impegneremo per affrontare con analisi politiche e culturali, con dibattiti e iniziative pubbliche e con la promozione di azioni concrete, il modo per arrivare insieme a definire i tratti di una comunità educante: composta da persone responsabili per sé e per gli altri, a cominciare dagli amministratori espressione del Pd e dai dirigenti e dagli attivisti del Pd.

Il tema dell’immigrazione necessita di un approfondimento sotto tutti i punti di vista. Non perché riteniamo che Shaid sia stato ignorato in quanto straniero, ma perché oggi molti stranieri si aggiungono a una parte di popolazione ferrarese fragile. Che fatica a conoscere e rivendicare i propri diritti.

Sia nella Scuola del Pd, sia nei Circoli e nei Forum del Pd l’immigrazione va affrontata in tutti i suoi profili, in relazione alla storia, all’economia, all’istruzione. Questo percorso si è avviato (anche sostenendo iniziative promosse da altri enti) ma va condotto con assiduità naturalmente coinvolgendo in prima persona le persone migranti e tutti i cittadini che risiedono nel nostro territorio.

Se saremo in grado di attivare azioni efficaci, strutturali ed anche di crescita culturale di tutti i soggetti coinvolti dai cambiamenti, fra di noi non prevarrà la paura dell’altro ma la conoscenza dei processi, delle storie che hanno accompagnato questi processi ed insieme saremo in grado di iniziare un cammino in cui tutta la comunità dovrà partecipare.

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