Diritti alla meta

di Sandra Carli Ballola (Responsabile Diritti PD Ferrara)

Nell’ultima assemblea nazionale del Partito democratico è stato posto, in una discussione animata e articolata, il tema dei diritti. I diritti umani fondamentali e la dignità della persona sono centrali per un partito da cui dipende buona parte della democrazia di questo paese. In quanto sono il frutto più significativo della storia europea, quella dell’illuminismo, della libertà, della solidarietà, dell’uguaglianza, della cittadinanza, della giustizia.

Nel corso degli ultimi anni quell’insieme di acquisizioni è sembrato arretrare. E i venti del razzismo e della xenofobia sono tornati a soffiare.

La crisi del liberismo,infatti, tenta di sospendere, subordinandoli ad un esclusivo interesse superiore dell’economia, quei diritti sociali che parevano consolidati, a partire dal mondo del lavoro. Spesso prevale il ricatto di “meno tutele dei lavoratori e dei sindacati in cambio della garanzia del posto”.

Inoltre i progressi della ricerca scientifica, che hanno contribuito a rendere le scelte riguardanti la vita, il nascere, il morire, meno scandibili con nettezza, ci impongono di interrogarci su problemi nuovi e complessi. C’è il rischio, infatti, di dimenticare l’art.36 della Costituzione che parla di esistenza libera e dignitosa, per consegnare l’individuo alla sua pura esistenza biologica, negando la sua biografia, che è il vero connotato dell’umano. P.Levi scriveva che per vivere occorre un’identità, ossia una dignità.

E’ quanto mai necessaria una politica democratica e di sinistra che rifondi una nuova cultura dei diritti basata sul rispetto della persona umana. Diritti civili, sociali, politici. Indivisibili. Anche se l’emergenza economica sembra non dare spazio ad altro, diversi segnali, tra cui l’esito delle elezioni francesi, ma non solo, ci dicono che una nuova stagione culturale e politica è possibile.

Su questi temi, penso che, prima di tutto, si debbano ascoltare le donne e gli uomini, nei loro bisogni e nelle loro necessità. Un’ampia consultazione e una discussione pubblica. Nella consapevolezza che la nostra civiltà , di cui la Costituzione e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea sono le strutture portanti, ci indica la strada i cui paletti sono : l’autonomia e la libertà delle scelte, l’eguaglianza tra le persone, il rispetto della dignità di ognuno.

Con questi valori, si possono individuare con limpidezza gli orientamenti a cui attenersi nell’affrontare i temi delicati della bioetica, tra cui la fecondazione assistita, rispetto a cui diverse sentenze di Tribunali hanno indotto la Corte costituzionale a migliorare la legge 40; il testamento biologico, per una legge che rispetti la libera volontà del cittadino; l’uso delle cellule staminali embrionali; nel ragionare sui diritti e i doveri delle coppie di fatto ( etero e omosessuali),su cui in molti paesi si è già legiferato e su cui c’è appena stata una sentenza della Cassazione che le equipara nei diritti; nel sostenere il diritto alla cittadinanza italiana per chi nasce in Italia; nel garantire la democrazia economica e nei posti di lavoro.

Si è svolta in questi giorni, qui a Ferrara, la festa nazionale delle donne.

Proprio le donne rivendicando una fetta di diritti hanno rovesciato il modo di leggere i rapporti umani e tra i generi, nel privato e nel pubblico, hanno svelato ciò che è sociale e ciò che è naturale, hanno parlato di uguaglianza di diritti pur nella differenza.

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