I Giovani Democratici contro la riforma Gelmini

di Federico Frattini – Segretario provinciale GD Ferrara

Un “Giro d’Itaglia” è proprio ciò che sembra il percorso intrapreso da questo governo. Un governo composto da Ministri sempre alla rincorsa di una “riforma assoluta” che consegni i lori nomi ai libri di storia, ma che con altrettanta costanza nascondono dietro a slogan banali e poco credibili il nodo fondamentale: la mancanza di un progetto di sviluppo per il Paese. Il risultato? Non-riforme che lasciano immutata la sostanza dei problemi o, peggio, li trattano con incredibile superficialità mettendo in discussione già difficili equilibri.

Naturalmente a tale pratica non si sottrae nemmeno il Ministro Gelmini. Gli interventi su scuola e università mettono in ginocchio il futuro di questo Paese, un Paese che più di altri ha bisogno di investire risorse in uno sviluppo che passa necessariamente da formazione, istruzione e ricerca.

E, invece, per l’università questo governo in fedele osservanza del rito Tremontiano propone solo tagli, tagli che hanno poco o nulla a che vedere con quel “merito” di cui spesso senza motivo ci si riempie la bocca. Quello in discussione alle Camere, poi, è un disegno di legge che con troppa superficialità tratta i nodi del sistema universitario italiano, tra cui la posizione dei ricercatori universitari. Non perché i ricercatori rappresentino un problema all’interno dell’università, ma, anzi, perché essi sono uno dei pilastri che garantiscono un livello di offerta didattica adeguato al crescente numero di studenti. Il rischio di sospendere l’anno accademico corso da molti atenei e i ben noti numeri della spesa pubblica italiana in università e ricerca ne sono la prova.

Pensare che si tratti semplicemente di superficialità, ovviamente, è eufemistico. Trascurare la posizione di coloro che al di là degli obblighi contrattuali compensano l’incapacità di un Ministero di mettere davvero l’università in condizione rispondere ai bisogni del Paese è scellerato. Chiedere a questo governo un ripensamento sui propri interventi e sostenere la protesta dei ricercatori è un dovere: per gli studenti, che meritano di avere la certezza che il loro diritto allo studio sia garantito non solo per l’anno accademico in corso, ma anche per quelli a venire; per le famiglie, che meritano di avere la garanzia che i loro i figli possano ricevere una formazione adeguata, di qualità e concretamente accessibile; per le imprese, che meritano di disporre di risorse umane capaci e opportunamente formate.

Per questo i Giovani Democratici di Ferrara sostengono la manifestazione di studenti e ricercatori, perché questo governo continua a nascondere dietro la cantilena delle necessità di finanza pubblica e della contingenza congiunturale scelte politiche deliberate e pericolose per il Paese.

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