In merito alle dimissioni della consigliera Rossella Arquà

Ad iscritti ed elettori Pd Unione Comunale di Ferrara

In data 24 giugno u.s. abbiamo ricevuto l’atto con cui la consigliera del Gruppo Lega Arquà, ha diffidato formalmente il Consiglio Comunale di Ferrara a procedere alla sua surroga, argomentando con questioni di diritto puntuali e circostanziando le modalità con cui sono state acquisite le sue dimissioni che, se corrispondenti al vero, getterebbero ancora una volta un’ombra sul modo di operare della maggioranza al governo della Città, con il più disinvolto spregio delle regole democratiche che attengono al funzionamento degli Organi istituzionali.

In data 28 giugno, abbiamo inviato un esposto alla Ministra Lamorgese ed al Prefetto di Ferrara Campanaro, con la finalità di continuare a porre la loro attenzione riguardo alla corretta funzionalità del Consiglio comunale, riferita alla libertà di esercitare le proprie funzioni da parte dei consiglieri comunali in particolare della maggioranza, dopo una serie di denunce e di indagini riguardo lettere anonime di minacce ricevute in questo utimo anno e mezzo.

Nonostante le irregolarità nella presentazione delle dimissioni, il Presidente del Consiglio comunale Poltronieri ha confermato la trattazione della surroga al primo punto del Consiglio comunale di lunedì 28.

 

Abbiamo chiesto espressamente garanzie sulla regolarità delle dimissioni della consigliera, la Segretaria Generale non ha ritenuto di confutare la ricostruzione narrata nella diffida e ha avallato la surroga approvata dalla maggioranza, pur sollevando un dubbio in merito al luogo esterno alla casa comunale cosa inedita mai successa prima, per questo abbiamo ritenuto, di comune accordo con il segretario comunale e provinciale, di abbandonare i lavori del Consiglio Comunale fino ad un pronunciamento del Ministero degli Interni e del Prefetto.

 

Il Sindaco e il vice-Sindaco, proprio quest’ultimo diventato giustizialista, hanno cercato di far passare la posizione delle opposizioni sulle dimissioni della consigliera Arquà come un tentativo di sostenere una persona pericolosa, al solo fine di indebolire la maggioranza.

 

Abbiamo spiegato che la consigliera fa parte della loro squadra, della loro classe dirigente che ha contribuito all’ascesa di Fabbri e della Lega con quella cultura istituzionale. Abbiamo spiegato che se fosse ancora in consiglio ne avremmo richieste le dimissioni come le abbiamo chieste per Solaroli, ma seguendo le procedure previste dalla legge, rispettando la libera determinazione dei consiglieri senza azioni autoritarie da padroni quali essi si sentono.

 

Francesco Colaiacovo
Capogruppo PD in Consiglio Comunale

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