Integrazione aziende sanitarie. Bertelli: “soddisfazione sul percorso intrapreso”

di Giulia Bertelli (Responsabile sanità PD Ferrara)

ospedale_conaLeggendo le dichiarazioni dei direttori sanitari Tiziano Carradori e Paola Bardasi non posso che esprimere soddisfazione sul percorso intrapreso e fare alcune riflessioni.

Il processo di integrazione delle due aziende sanitarie è affare complicato e delicato. E’ opinione ormai condivisa da anni che la duplicazione di alcuni settori costituisce uno spreco sia di risorse materiali che di risorse intellettuali. La necessità più prettamente economica di aggregare alcune funzioni deve diventare occasione per efficientare e ripensare alcuni sevizi. L’integrazione di alcune funzioni è un importante momento in cui diversi professionisti sono chiamati a collaborare per far fare un salto di qualità al servizio. Proprio perché stiamo parlando di un cambiamento grosso è quanto mai fondamentale che le direzioni sanitarie si confrontino con i sindacati che han già espresso diverse opinioni in merito e che coinvolgano totalmente i lavoratori. Infatti dagli anni precedenti il trasferimento dell’Ospedale S.Anna a Cona abbiamo imparato che il “sentire” di chi lavora nel settore è molto importante anche per il messaggio che si trasmette al cittadino/paziente.

Fa parte di un accurato processo di riorganizzazione anche il ripensamento gestionale per portare alla massima efficienza alcuni servizi. I direttori sanitari recentemente stanno proponendo una diversa organizzazione delle equipe chirurgiche per utilizzare al meglio le ore di sala operatoria. Mi auspico che questa analisi di efficienza possa essere fatta su tutti i settori delle professionalità ospedaliere. Ad esempio sarebbe il caso di riprendere il ragionamento iniziato anni fa sugli infermieri professionali che per difficoltà fisiche non sono più abili a svolgere il loro ruolo. Riversare tali lavoratori nel settore amministrativo e toglierli dal conteggio numerico della “quota infermieri” potrebbe aiutare l’efficientamento della struttura.

Per quanto riguarda i medici generici, il loro ruolo ha subito una grande mutazione negli ultimi vent’anni, ora ci siamo resi conto che la figura del medico non può essere ricondotta a quella di un passacarte, ma deve tornare a giocare un ruolo chiave nella presa in carico del paziente. Il medico di medicina generale deve diventare un care manager, deve essere colui che coordina il percorso diagnostico o terapeutico del cittadino, avvalendosi, di volta in volta, degli specialisti. Le norme sul “razionamento” dei farmaci e delle prescrizioni deve essere accolta nell’ottica di una verifica dell’appropriatezza di cura, non di una riduzione generica di farmaci per ottenere una diminuzione di costi.

I dati sulle liste d’attesa recentemente presentati dall’Assessore Venturi, e ripresi dai direttori sanitari, evidenziano che il percorso che è stato intrapreso sta andando nella giusta direzione. Una particolare attenzione va posta anche nei tempi d’attesa per i piccoli interventi chirurgici programmati; la riorganizzazione territoriale degli ospedali “Spoke” dovrà dare risultati anche in questo senso.

Per queste ragioni ritengo che proseguire con decisione e coraggio con la riorganizzazione sanitaria territoriale, confrontandosi con tutte le parti coinvolte e tenendo al centro l’obiettivo di benessere del cittadino, sia l’unica maniera per fare realmente politica sanitaria a Ferrara.

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