Lettera alla stampa

Fra pochi giorni il Partito democratico ferrarese andrà a congresso, dopo le tante assemblee dei Circoli in provincia ed in città, e speriamo che emergano alcune novità ed un cambio di passo anche da noi.

Siamo un po’ tutti travolti dalle crisi a partire dal 2007, prima la finanza, la fortissima contrazione dell’economia reale, poi l’Europa con i deficit, i debiti, le spese senza limiti degli Stati ed, infine, le turbative dell’euro.

Il nostro paese, l’Italia, cresce meno, le imprese chiudono, il lavoro ha difficoltà, il welfare scricchiola, le tensioni ed il disagio sociale serpeggia ovunque.

Nel ferrarese, da almeno 6/7 anni, la ricchezza si assottiglia, le aspettative risultano ancora incerte, lo stato sociale da segni di inadeguatezza ai nuovi e vecchi bisogni, la crescita, quando c’è, rallenta e si cresce di meno anche per la fragilità del sistema delle imprese e per un lavoro, femminile e giovanile, sempre precario e scarso.

Le Istituzioni faticano ad inseguire e a stare nei processi di un nuovo sviluppo e, le nuove generazioni attendono che si esca dal lunghissimo tunnel.

Sul territorio e su alcune sue parti significative le tensioni sono alte per gli esuberi, le casse integrazioni, le piccole imprese artigianali e commerciali hanno fortissime cadute dei fatturati, poi, il lavoro, per moltissimi, è uno cosa lontana ed indistinta.

Questo è il vero quadro, che si trascina da molto tempo, delle difficoltà e del profondo disagio per le persone, per le famiglie e per le imprese.

Ora, sembra che si muova, finalmente,qualcosa, una sorta di iniziativa politica del Pd copparese; sette punti chiave di una nuova politica che dovrà coinvolgere le istituzioni, le imprese, il lavoro, con un soggetto attuatore altamente innovativo e che possa percorrere nuovi sentieri dello sviluppo.

Ecco la novità che è utile rendere nota all’opinione pubblica.

Si pensa allo strumento dei “ Patti territoriali “ di nuova generazione che individui, nel perimetro geografico della parte orientale del ferrarese, tre siti di sviluppo e quattro percorsi sul territorio in una filiera di più soggetti per radicare nuove produzioni industriali, servizi, logistica, formazione, nuova agricoltura, itinerari fluviali e nuovi turismi costieri, nuove fonti energetiche e riordino dei centri storici con adeguate piccole infrastrutture.

L’altra novità dell’iniziativa, discontinuità e cambiamento, è che si dovrà andare oltre le vecchie regole ed alcuni superati ed inadeguati modelli della politica locale e regionale, una politica al servizio, una politica trasparente, una politica delle responsabilità, una politica che sta nei processi e li governa in una ritrovata e nuova governance di territorio.

Poi, vanno messe in discussione le agenzie per lo sviluppo, serve un nuovo welfare di comunità a reti dalla sanità ai servizi sociali ai sistemi educativi, a nuove politiche dei servizi di pubblica utilità per andare oltre il decreto Ronchi attivando manifestazioni di interesse, il superamento delle attuali municipalità forzando le tappe come nella recentissima esperienza dell’Unione “ Terre e Fiumi “ dei sei Comuni del copparese, ed altro ancora.

Che ci troviamo di fronte ad uno strappo, ad una vera sfida sul nostro futuro, pare evidente.

Si dica di sì all’idea anche allargando contributi, consenso e perimetro geografico e, da subito, si accendino i motori delle responsabilità con una nuova governance, forte ed autorevole, per essere veramente costruttori di futuro.

Firmato:

Barboni Enzo, Forlani Lucio, Antonellini Giulio, Ricci Monica, Fedozzi Luca, Barboni Andrea, Bonora Franco, Storti Clemente, Pece Salvatore, Bergami Enrico, Mazzali Marco, Zappaterra Angelo

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