Marcella Zappaterra: Sport, circoli e Piano Aria. Le istanze del territorio in Consiglio Regionale

L’emergenza che stiamo vivendo è al centro dell’attenzione e del dibattito in Assemblea Legislativa, uscire fuori da questa situazione è la priorità. Ma dobbiamo uscirne supportando tutti quei settori che in questi mesi sono stati più penalizzati dalle restrizioni, settori fondamentali per la tenuta della socialità e della salute di ognuno di noi. Penso al settore sportivo, in particolare allo sport di base che è allo stremo, con le chiusure di impianti e palestre che ormai da marzo 2020 procedono a singhiozzo. La questione oltre che sul piano economico e occupazionale, mi preoccupa anche per l’aspetto della salute. Perciò, dopo avere ascoltato le istanze che provenivano da quel settore, formalizzate anche in una petizione che in poche ore ha superato il migliaio di firmatari, ho presentato una interrogazione alla Giunta regionale, per sapere: quando verranno messi a disposizione del settore sportivo i fondi regionali, che ammontano a 2 milioni di euro, se in futuro saranno riconosciuti ristori specifici per gli istruttori e le istruttrici, costretti a non lavorare da molti mesi, se sono ipotizzabili specifici protocolli per consentire la riapertura in sicurezza degli impianti sportivi, se sono previste azioni di sostegno economico per le società sportive che contribuiscono ad animare quartieri e frazioni, promuovono tra i giovani i valori educativi e sociali dello sport e gestiscono impianti sportivi pubblici.

Un’importante battaglia vinta invece è quella sull’equiparazione dei circoli ai bar nelle regole per la somministrazione di alimenti. Su questo tema il Partito Democratico ha fatto un ottimo lavoro di squadra, promuovendo dai territori fino alle camere del Parlamento la norma. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge n. 29 di conversione del decreto n. 2 2021, ai circoli ricreativi viene finalmente data la possibilità di seguire la normativa per gli esercizi pubblici. Possono quindi riprendere la loro attività, al momento, solo per l’asporto o la consegna a domicilio visto che l’Emilia-Romagna è in zona rossa. La battaglia, portata avanti in questi mesi da Arci, Acli ed Endas e di cui mi sono fatta portavoce in Regione Emilia-Romagna, è servita. Era infatti un danno gravissimo a chi li gestisce e a chi vi lavora, ma anche alla cittadinanza visto che in molte aree periferiche il circolo è uno dei pochi – se non l’unico – punto di riferimento.

Un’altra emergenza, oltre a quella sanitaria, è quella legata alla qualità dell’aria che respiriamo che mostra sempre più sforamenti dei limiti consentiti di vari inquinanti. Per affrontare questo problema la Regione si è data un nuovo Piano triennale per la qualità dell’aria che porta in dote un un pacchetto di 37 milioni di euro, già disponibili nel 2021 che dovranno essere investiti in azioni per favorire il contrasto degli inquinanti. Puntiamo su mobilità sostenibile, percorsi casa-lavoro e casa-scuola, potenziamento delle reti ciclabili, acquisto di bici, sostituzione dei mezzi più inquinanti della pubblica amministrazione, progetti di forestazione urbana. Ma non finisce qui, perché insieme alle altre regioni padane stiamo approntando un piano di azioni comuni per contrastare l’inquinamento che non conosce di certo confini geografici. L’imperativo è quello di fare presto. Ma per essere efficaci lo dobbiamo fare insieme, ne va della nostra salute e della salubrità del nostro territorio.

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