Paolo Calvano – Le azioni della Regione: sanità, ristori e ripartenza.

  1. Bilancio e sanità

È ormai passato più di un anno dall’inizio della pandemia, da quando le nostre vite si sono fermate. Come Regione Emilia-Romagna stiamo lavorando incessantemente per vedere il prima possibile la luce in fondo al tunnel. Per questo nel bilancio della Regione ci siamo concentrati su tre priorità: il finanziamento straordinario del sistema sanitario regionale per affrontare la pandemia, un’attenzione particolare ai lavoratori e le imprese per fronteggiare la crisi (60 milioni di ristori) e la programmazione della ripartenza tramite investimenti strategici e fondamentali.
Nel Bilancio di previsione abbiamo destinato oltre 9 miliardi alla Sanità emiliano-romagnola, incrementandoli rispetto allo scorso anno di oltre 600 milioni di euro. Una misura necessaria per affrontare la pandemia e per continuare a garantire solide basi al nostro sistema sanitario. Questa scelta è stata possibile perché la nostra Regione ha i conti in ordine, -56 milioni di euro l’indebitamento di quest’anno. Abbiamo lasciato invariate le tasse regionali per il sesto anno consecutivo, alleggerendo anzi il carico fiscale attraverso le misure varate (dall’esenzione ticket nazionale da 23 euro sulle prime visite per le famiglie con almeno due figli, al taglio Irap per imprese e attività economiche nei comuni montani e delle aree interne, dalla gratuita del trasporto pubblico locali per gli studenti fino a 19 anni all’abbattimento delle rette dei Nidi).

2. Ristori

Consci della grave situazione che gli emiliano-romagnoli stanno vivendo, da Assessore al Bilancio ho cercato di individuare fondi regionali e non solo, per dare ristori alle attività penalizzate dalle restrizioni. Dall’inizio della pandemia sono stati oltre 60 i milioni che siamo riusciti a predisporre anche in accordo con il Governo. Nello specifico abbiamo sostenuto: bar e ristoranti (21,2 milioni), gestori di piscine pubbliche (1,5 milioni), palestre (2 milioni), Taxi e Ncc (2 milioni), imprese culturali e cinema (3 milioni), discoteche e locali da ballo (3 milioni), spettacolo viaggiante (1 milione), maestri di sci e snowboard e addetti impianti sciistici (1 milione), guide turistiche (1 milione), venditori ambulanti in fiere e sagre paesane (1 milione), agriturismi (1 milione) e infine 4 milioni a beneficio dell’artigianato impegnato nell’attività di asporto: rosticcerie, gelaterie, pasticcerie; stabilimenti balneari (5 milioni), agenzie di viaggio (1,7 milioni), imprese ricettive delle zone montane (2 milioni), attività escursionistiche delle motonavi (200mila euro), oltre al contributo integrativo per i gestori delle edicole (500mila euro) e terzo settore (quasi 6 milioni).
In questi giorni per tramite delle Camere di Commercio provinciali – che ringrazio molto per la collaborazione – sono stati effettuati i primi bonifici a bar e ristoranti (21 milioni di ristori regionali) e al più presto arriveranno anche alle altre attività.
Abbiamo voluto inoltre mantenere alta l’attenzione sull’agricoltura, settore fondamentale per la nostra Regione, il 15 gennaio infatti gli agricoltori della Regione Emilia-Romagna hanno ricevuto, direttamente sul loro conto corrente, gli indennizzi per i danni causati dalla cimice asiatica nel corso del 2019. Indennizzi del 2020 pari a 40 milioni. Sul 2021 saranno 11 milioni e 500mila e 11 milioni 500mila euro sul 2022.

3. Ripartenza

Il nostro impegno, oltre ad essere quello di costruire una Regione vicina ai cittadini è quello di progettarne il futuro, la ripartenza e il rilancio in modo partecipato e condiviso da territori e parti sociali, grazie a fondi pubblici (europei, statali, regionali) ai quali si aggiungono cofinanziamenti privati, per opere cantierabili e progetti in corso di definizione con le comunità locali. A questo proposito abbiamo programmato 14 miliardi di euro di investimenti in opere molto rilevanti: dal Tecnopolo di Bologna alle infrastrutture viarie, ferroviarie e digitali, fino ai territori montani e le aree interne.
Questo programma avrà anche importanti ricadute su Ferrara: dal cantiere di via Bologna per l’interramento della ferrovia (50 milioni di euro) a 2,27 milioni di euro, che vanno ad aggiungersi al agli oltre 8 milioni del MiBACT, a favore del Comune di Ferrara per la ristrutturazione di Palazzo Bevilacqua-Massari e dell’adiacente Palazzina Cavalieri di Malta, i 2,5 milioni ai Comuni dell’area interna del basso ferrarese e altro ancora.


4. Smart Working

Il Covid ha cambiato il modo di organizzare il lavoro, portando tutti in una nuova era. Come Regione siamo stati tra i primi in Italia, nell’ottobre 2019 per l’esattezza ad adottare questa formula di lavoro. Lo Smart working ha cambiato radicalmente le nostre vite, mostrando moltissime potenzialità e altrettante criticità. In questi ultimi casi la Politica deve intervenire, il riformismo deve spingere perché si compia questa rivoluzione nel modo di lavorare, riconoscendo diritti e doveri al lavoratore, sia nel settore pubblico che in quello privato. Ad esempio il congedo parentale deve essere previsto per il lavoratore o lavoratrice in modalità smart working, così com’è più che mai necessaria una riflessione sui diritti di connessione e disconnessione. Lo Smart working sta determinando una rivoluzione che va governata e regolata.

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