Nota su Carife

settembre 27th, 2016 by PD Ferrara

di Paolo Calvano – Segretario e Consigliere PD Emilia-Romagna e Luigi Vitellio – Segretario Provinciale PD Ferrara

L’ormai imminente proroga dei termini fissati per le proposte di acquisizione delle quattro good bank – Carife compresa – non deve farci abbassare l’attenzione, ognuno per le sue competenze, a far sì che quell’appuntamento possa trovare un acquirente e quindi un nuovo interlocutore con cui confrontarsi.

Ieri i sindacati hanno deciso di dedicare un po’ del proprio tempo per rispondere alle considerazioni espresse da uno dei consulenti della Presidenza del Consiglio ed esprimere le proprie opinioni sulla politica ferrarese.

Le modalità di risposta a Luigi Marattin e i commenti sul PD rappresentano una caduta di stile priva di utilità per i lavoratori e che non appartiene alla storia di quelle sigle sindacali.

Ammettiamo che per favorire una trattativa non semplice ci saremmo aspettati un sindacato unito per aprire le porte ai nuovi possibili acquirenti mettendosi in gioco per primo, considerando oltretutto gli sforzi già fatti dai dipendenti, e chiedendo anche alla politica di fare di tutto per non lasciare indietro nessuno. Su questo avrebbero trovato un PD disponibile e battagliero, cosa che saremo comunque, a prescindere dal volere e dall’atteggiamento delle sigle sindacali. Al gioco del demolirsi a vicenda non ci stiamo perché sarebbe un esercizio muscolare privo di qualsiasi utilità per i lavoratori della banca.

Per questo il PD terrà la linea che in questa terra abbiamo sempre tenuto: non lasciare indietro nessuno. Prima di tutto non lasciare indietro una delle imprese più grandi del territorio e tutti i suoi dipendenti. Una banca che ha avuto molto da Ferrara, raccogliendone i risparmi, ma che ha anche dato molto, almeno fino a quando non ha iniziato a coltivare l’illusione di poter diventare una grande banca, spingendosi in un mercato che non ha saputo affrontare. Ci è finita perché ha fatto male i conti e sbagliato gli investimenti: i livelli di responsabilità saranno altri a definirli, ma certamente una parte di quelle scelte e di quegli investimenti – di cui non hanno la benché minima responsabilità la stragrande maggioranza dei dipendenti – hanno inciso e non poco sul destino di Carife.

Nel mentre in cui siamo tutti impegnati ad allargare il più possibile la platea degli obbligazionisti a cui sarà garantito il ristoro, va aperta una nuova fase. Nicastro e Capitanio hanno scritto che si sono aperte nuove possibilità. Non abbiamo motivo di dubitarne e sappiamo che tutti stanno lavorando in tale direzione, ma certamente ci preme dire loro che, dopo aver ricevuto dalle inevitabili decisioni del governo una banca pulita dalle sofferenze, ora hanno la responsabilità di darle un futuro. Ce l’hanno loro per primi. Speriamo che il sindacato sia in grado di far sentire la sua voce nei loro confronti. Noi lo abbiamo fatto in tutte le sedi e occasioni che abbiamo avuto e continuiamo a farlo a tutti i livelli a partire dal Governo. Ci sono atti, prese di posizione e interventi parlamentari, regionali e comunali messi nero su bianco. Noi ci chiediamo ogni giorno se possiamo fare di più e proviamo a farlo, spero lo facciano anche gli altri interlocutori.

 

Sanità, Bertelli (PD): “Benvenuto a Vagnini, il suo sarà un compito interessante ma difficile”

settembre 14th, 2016 by PD Ferrara

di Giulia Bertelli – Responsabile Welfare e Sanità PD Ferrara

bertelliA seguito della nomina del Dott. Vagnini come nuovo Direttore Generale dell’Azienda Usl di Ferrara mi permetto di scrivere qualche riga per offrire un punto di vista e per dargli il benvenuto a Ferrara.

Il cambio al vertice dell’Azienda Usl avviene in un momento piuttosto particolare della storia della sanità ferrarese. Negli ultimi anni, infatti, abbiamo assistito ad una trasformazione complessa dell’organizzazione sanitaria, che ha necessitato di coraggio e ancora ne necessita. Questi cambiamenti hanno incontrato molte perplessità lungo la strada, ma negli anni si è cercato anche di correggere gli aspetti segnalati dai cittadini come più problematici. In pochi anni questo processo ci ha portati a superare il tradizionale modello di “ospedale sotto casa”, con l’obiettivo di avere servizi migliori e un’organizzazione più razionale, i vecchi piccoli ospedali sono stati trasformati in moderni presidi sanitari come le Case della Salute e gli Ospedali di Comunità.

Il processo di integrazione delle due aziende (Usl e Ospedaliera) è un altro importante tassello del quadro generale, un percorso ambizioso e necessario iniziato da tempo, che oggi più che mai richiede un costante lavoro.

Ad oggi, inoltre, ci troviamo a fare i conti (non solo metaforicamente) con la realtà delle cifre di ripartizione del fondo di finanziamento nazionale e con un’imminente appuntamento nell’agenda, quello con la realtà Bolognese all’interno dell’Area Vasta.

Questo nuovo assetto, studiato per rispondere al meglio ai nuovi bisogni di salute, ha ora  necessità di essere portato a regime. La cittadinanza della nostra realtà territoriale ha bisogno di un investimento politico sui neonati strumenti di Case della Salute e Ospedali di Comunità: la rete dei servizi territoriali deve essere in grado di trattare i casi di sua competenza in modo da ridurre il sovraffollamento del Pronto Soccorso di Cona e migliorare la velocità della risposta al cittadino. E’ sotto gli occhi di tutti l’importanza del ruolo giocato dalla medicina territoriale, soprattutto in un territorio con alte percentuali di popolazione anziana come il nostro. Le Case della Salute già operative (Terre e Fiumi di Copparo, Cittadella S.Rocco, Pontelagoscuro, Portomaggiore-Ostellato, Codigoro) stanno mostrando ai cittadini l’importanza di queste nuove strutture sul territorio; con il completamento delle altre due Case della Salute (Bondeno e Comacchio) il sistema sarà messo nelle condizioni di poter lavorare correttamente.

L’imminente e necessario confronto con il sistema Bolognese, per quanto riguarda la dimensione di Area Vasta, potrebbe diventare l’occasione per mettere a sistema le eccellenze presenti sul nostro territorio e innovare in funzione dei nuovi bisogni, oltre a creare un’Area Vasta in cui il cittadino abbia la possibilità di accedere al servizio più comodo per quanto riguarda le prestazioni ordinarie e al servizio migliore per le competenze specialistiche più complesse. Insomma, da ferraresi ci immaginiamo un’Area Vasta in grado di mettere a disposizione di ogni cittadino le eccellenze presenti su tutto il territorio.

Queste riflessioni per dire che il nuovo Direttore si appresta ad un lavoro interessante ma difficile, in un ambito in cui sono presenti molti attori sociali con competenza diverse, con i quali è importante confrontarsi; per questo auguro al Dottor Vagnini davvero un buon lavoro.

Tra populismo e buonismo proviamo ad usare la TESTA

agosto 20th, 2016 by PD Ferrara

di Luigi Vitellio (Segretario Provinciale PD)

accoglienza1Il più grande pericolo che viviamo e’ di essere schiacciati da due posizioni completamente diverse ma comunque pericolose per la superficialità con cui si affronta il tema: la prima dell’avanti c’è posto (buonismo) e la seconda del non possiamo affrontare quest’orda migratoria che bussa alle porte e mina la nostra quotidianità.
Siamo di fronte ad un grande tragedia umanitaria quotidiana della quale non possiamo renderci conto solo quando su Facebook viene pubblicata la foto di un povero bimbo che voleva avere solo la possibilità di un futuro ma ha incontrato la morte.
Dobbiamo affrontare questa situazione col massimo del realismo possibile.
Quando i nostri figli leggeranno sui libri di storia questo periodo, dove vogliamo che sia scritto il nostro nome ?
Dobbiamo avere il coraggio e la responsabilità di affrontare il tema con la testa, di fare politica provando a dire le cose come stanno senza cercare facili applausi.
L’accoglienza è un dovere istituzionale di tutti i comuni italiani, ad oggi non è così.
Abbiamo tollerato troppi sindaci, che non solo non rispondono a questo dovere, ma fanno passare il loro rifiuto per una scelta politica.
La nostra tolleranza ha generato finti idoli popolari, che non sono altro che bulletti avvezzi a fare la voce grossa, alle spalle di comuni che assolvono alle mancanze di chi con facilità e faciloneria oppone un rifiuto .
Ma adesso basta, ognuno deve fare la propria parte.
Abbiamo chiesto giustamente e sempre chiederemo il rispetto delle regole da chi viene da altri Paesi, ma le regole valgono per tutti.
La seconda fase, quella del post accoglienza, è quella più delicata.
Abbiamo sempre gestito questa situazione considerando queste persone in transito, in realtà per via delle lungaggini burocratiche o della chiusura dei confini da parte di alcuni paesi europei, lo scenario impone delle scelte di gestione del problema quanto più responsabili e di lunga durata.
Per il bene di tutti è necessario che queste persone escano nel più breve tempo possibile dallo status di ospiti.
È necessario che contribuiscano al miglioramento della comunità che li ha accolti.
Lo può fare solo il Comune? Io credo che questo sia il più grande errore.
Ogni associazione, ogni ente di volontariato, ogni associazione laica e cattolica si deve sentire.
Il silenzio è’ assordante, ma alle parole devono seguire fatti.
Facciamo tutti parti della stessa comunità ? Allora lavoriamo insieme.
Vogliamo continuare ad essere albergatori oppure riusciamo a guidare queste persone in un percorso virtuoso di miglioramento della propria esperienza nel nostro Paese? In un percorso di restituzione alle comunità che si fanno carico di accogliere uomini e donne spinti ad abbandonare la loro terra natia.
Credo che questa sia la sfida.
Una sfida che non si vince trovando ogni giorno un nemico, arrivando addirittura a minacciare le istituzioni, garanzia di democrazia di tutti noi.
Che immagine vogliamo dare  : una Ferrara che ha paura è che si lascia guidare dall’odio o quella ferrara coraggiosa che ha saputo rialzarsi dopo quelle tremende scosse che ci avevano resi tutti più insicuri e indifesi?
Raccontiamo la verità sul terremoto, non deve essere una scusa per evitare responsabilità, ma la dimostrazione che quando la nostra comunità non si arrende alla paura, può vincere ogni sfida

Trasporto sanitario e volontariato

agosto 3rd, 2016 by PD Ferrara

di Luigi Vitellio (Segretario Provinciale PD Ferrara)

trasporto_sanitarioLa legge quadro sul volontariato risale al 91.
Parliamo di volontari che tengono aperti i nostri musei, fanno vivere i centri sociali, sostengono le attività sportive, ricreative, culturali e, non per ultimo, coadiuvano la gestione dei servizi sociali.
Dopo 25 anni finalmente abbiamo una nuova disciplina del terzo settore, in una legge delega, che dovrà essere attuata attraverso i decreti delegati.
Il volontariato è un’attività fondamentale per tener legato il tessuto sociale, ma abbiamo bisogno di chiarirne esattamente il confine. Non possiamo e non vogliamo mettere in dubbio la preparazione delle persone che prestano attività di volontariato, posto che sono tenute a frequentare corsi specifici in base al servizio svolto: non si tratta solo di preparazione, ma anche di garantire adeguate condizioni di riposo psico-fisico dei volontari a garanzia della qualità delle prestazioni richieste per settori delicati.
Bisogna però ribadire il principio di gratuità del volontariato che, al netto di rimborsi di spese realmente sostenute, non deve prevedere forme di remunerazione del lavoro, perché di lavoro non si tratta.
Chiediamo all’Ausl chiarezza e trasparenza nell’affidamento dei servizi di assistenza sanitaria, nonché un controllo sostanziale sul rispetto delle regole, perché non si garantisce solo un servizio, ma un bene comune: la sicurezza per tutti i nostri concittadini.
Chiediamo inoltre un puntuale controllo sulle attività di accreditamento e la continuazione del percorso, a livello regionale, sull’efficienza del sistema dell’emergenza sanitaria, che garantisca la professionalità ed il mantenimento di livelli di assistenza già elevati, ma non a scapito di chi lavora.
Per questi motivi, giovedì sarò in piazza, alla manifestazione organizzata da Legacoop e Aci, per esprimere la vicinanza del Partito Democratico ai soci della cooperativa Cidas e per ribadire che non si può creare conflitto tra dei lavoratori e chi presta il proprio tempo in maniera volontaria per un interesse generale.

Sabato 9 luglio, “LA MAFIA ESISTE ANCHE IN EMILIA”

luglio 7th, 2016 by PD Ferrara

volantino Mafia Ferrara-page-001Approda a Ferrara il primo degli incontri voluti dal Partito Democratico dell’Emilia Romagna sul tema della Legalità, attraverso iniziative di conoscenza, di formazione e di confronto.

“La cultura della legalità si costruisce ogni giorno – ha dichiarato il Segretario Regionale Paolo Calvano – occorre consapevolezza, le infiltrazioni mafiose sono un tema che ormai riguarda anche la nostra regione e dobbiamo avere gli anticorpi per saperle riconoscere e combatterle.”

La prima iniziativa, dal titolo “La mafia esiste anche in Emilia e si può sconfiggere” si terrà proprio a Ferrara sabato 9 luglio, alle ore 11, presso l’Hotel Carlton, in via Garibaldi 93, e vedrà la presenza di Nando dalla Chiesa, direttore dell’Osservatorio sulla criminalità organizzata dell’Università di Milano, Alessandro Bratti, deputato PD e Presidente della Commissione Bicamerale Ecomafie e Rita Reali, Responsabile Giustizia PD Ferrara.

Nando dalla Chiesa, figlio del Generale Carlo Alberto dalla Chiesa ucciso a Palermo nel maggio 1982 in un agguato mafioso, reduce dalla suo ultimo libro “Passaggi al Nord. La colonizzazione mafiosa”, entrerà nel vivo dell’argomento Mafie, in particolare de l’ndrangheta all’indomani delle condanne inflitte ad Aprile scorso ai vertici della cosca nel processo Aemilia e che vedrà sfilare nei prossimi due anni circa 1.300 testimoni nell’aula bunker del Tribunale di Reggio Emilia.

Del rapporto tra mafie, corruzione e gestione illecita dei rifiuti parlerà Alessandro Bratti, andando a concentrare l’attenzione del pubblico sulle dinamiche viziate e criminali di cui sono protagoniste anche le regioni del Nord.

Modera l’incontro Rita Reali, già coordinatrice di Tavole rotonde in tema di Mafie che hanno visto tra gli ospiti Maria Falcone, Rita Borsellino, Giuseppe Ayala, Raffaele Cantone, Pietro Grasso.

“Via Bologna per il Sì”: martedì 28 giugno incontro con Sara Lorenzon

giugno 27th, 2016 by PD Ferrara

bastaunsiMartedì 28 giugno alle ore 21 presso il Circolo del Partito Democratico “Avellino Lambertini” in Via Bologna 218, si terrà un incontro di approfondimento sulla riforma costituzionale approvata dal Parlamento in vista del referendum, al quale parteciperà l’esperta di diritto costituzionale Sara Lorenzon.

L’inziativa è promossa dal comitato “Via Bologna per il Sì”.

Brexit: qualche riflessione

giugno 24th, 2016 by PD Ferrara

di Luigi Vitellio (Segretario Provinciale PD Ferrara)


Credo che si debba evitare di ascrivere la vittoria dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea per via referendaria come manifestazione di populismo. Non credo, in altri termini, che la categoria del populismo (cos’è?) sia utile per capire la vittoria del Leave sul Remain. Ha votato oltre il 72 % degli aventi diritto e l’uscita dall’Unione europea è stata promossa da quasi il 52% di questi. Dunque, il Regno Unito è diviso quasi a metà. Questa articolazione ha qualcosa di molto profondo e, credo, di istruttivo anche al di qua della Manica.Il voto pare tradurre nella sua bipartizione non tanto modelli diversi di ragionamenti sull’Unione europea, perché la Gran Bretagna ha molto avuto dall’Unione. Il voto è lo specchio di un regno spaccato, perché se il risultato finale è, per semplificare, 52 a 48, il voto locale è spesso sbilanciato in un senso o nell’altro rispetto al risultato finale. Le aree che maggiormente promuovono l’uscita sono le grandi città dove si assiste a molti effetti della crisi, come Birmingham, i vecchi distretti industriali dell’ovest, i sobborghi di Londra, alcune campagne, mentre bocciano l’idea dell’uscita la maggior parte della ricca Londra, le città universitarie di Cambridge e di Oxford (ovviamente, direi), la Scozia e, di misura, l’Irlanda del nord, spesso in dissidio con l’Inghilterra. Socialmente, dai dati si direbbe che i giovani si sono pronunciati per non uscire dall’Unione, mentre gli anziani, e tutti gli impauriti dalla crisi che ha colpito i lavoratori oltre i 40 anni sono stati più a favore dell’uscita.

Certo il PIL inglese ha tenuto in questi anni: ma come si è ripartito? Se il PIL cresce e gli effetti non si vedono se non per alcuni, allora il PIL non parla di nulla, se non di esclusione. E gli esclusi un colpevole devono trovarlo. Giusto o no che sia, ragionevole o scellerato, questo modo di pensare è normale e con questo dobbiamo fare i conti.

Il no all’Europa uscito dalle urne britanniche non si spiega solo con la storica vocazione a un isolamento a un senso solo del Regno Unito, ma si spiega anche con un rifiuto all’Europa così com’è. Non è una questione di insofferenza alle regole, ma dell’idea che questa Europa non realizzi gli intenti dei padri fondatori e che non sia nemmeno sulla strada giusta per realizzarli: è incapace di realizzare quella valorizzazione delle differenze fra i popoli europei, mentre appare intenta nella sua maggioranza (i conservatori!)a omologare e non a integrare (un concetto diverso): omologazione di regole, poi, che spesso danno la sensazione, e nel voto non importa purtroppo se coincidente con la realtà o no, che esse portino vantaggi a pochi.

Lo dico da europeista convinto: serve un cambiamento profondo, che solo noi progressisti possiamo promuovere, ma ricordo che se in Italia alle elezioni europee ha vinto il PD, e dunque il Partito socialista europeo, così non è stato quasi in nessuna parte d’Europa, dove invece si sono affermati i conservatori e i popolari. La crisi europea è economica e occupazionale, ma è una crisi economica e occupazionale anche perché c’è crisi politica e culturale: dov’è il piano di investimenti Juncker? Come è tradotto? Quando oltre alla stabilità si deciderà di puntare anche sulla crescita? Non vogliono essere, queste, domande retoriche, sono domande vere che attendono risposte. Da parte mia le risposte stanno nella convinzione di un lavoro da perseguire con tenacia in Italia e in Europa da parte del PD e di tutti i partiti riformisti per promuovere libertà insieme all’eguaglianza. Questo ha chiesto il voto in Italia del 2014

Addio IMU e Tasi, Zaghini: “misura concreta di sostegno a famiglie e aziende”

giugno 16th, 2016 by PD Ferrara

di Eric Zaghini (Responsabile Economia PD Ferrara)

giuletasseIl 16 giugno, negli ultimi anni, rappresentava una ricorrenza funesta per i contribuenti ferraresi: scadeva, infatti proprio in quella data il termine per il versamento della TASI sulla prima casa e dell’IMU agricola.

Da quest’anno, grazie all’intervento apportato dal Governo e dal Parlamento per mezzo della legge di stabilità, queste due tasse sono state abolite e i contribuenti ferraresi potranno toccare con mano i benefici di tale abolizione.

Il vantaggio fiscale complessivo per i contribuenti di Ferrara e provincia ammonta a complessivi 41.012.393 Euro, di cui 16 milioni concentrati nel comune capoluogo.

Per quanto riguarda la TASI, si tratta di un beneficio che riguarda la stragrande maggioranza delle famiglie ferraresi, con prima casa di proprietà.

L’abolizione dell’IMU agricola, riservata agli imprenditori agricoli professionali, che si unisce all’abolizione dell’IRAP agricola, porta un ingente beneficio economico per gli operatori di un settore trainante per l’economia ferrarese, che negli ultimi anni ha attraversato momenti assai difficili a causa della congiuntura economica e delle incertezza climatiche.

Da domani cittadini e imprenditori agricoli ferraresi potranno contare su 41 milioni di Euro in più per i propri consumi e per gli investimenti produttivi.

Una misura concreta di sostegno, frutto di una linea politica tesa alla riduzione del carico fiscale su famiglie e aziende, che anche il Partito Democratico di Ferrara rivendica orgogliosamente.

Sanità. Bertelli: “urgente completare la riorgranizzazione sanitaria”

giugno 10th, 2016 by PD Ferrara

di Giulia Bertelli (Responsabile sanità e welfare PD Ferrara)

prontosoccorsoL’interpellanza presentata dal gruppo consiliare del Partito Democratico in merito alla carenza di personale medico al Pronto Soccorso di Cona, ben rappresenta la difficile situazione del sistema di emergenza-urgenza dell’ultimo periodo.

La necessità di rivedere il numero di medici presenti al Pronto Soccorso di Cona, evidenziata nell’interpellanza, fa riferimento ad un problema molto più complesso. La riorganizzazione sanitaria su cui si lavora da diversi anni, da noi fortemente sostenuta, e ancora da completare totalmente, si articola su un sistema a rete per cui la debolezza di alcuni nodi tende a sovraccaricarne altri.

Affinchè il sistema funzioni bene, è necessario che ogni settore faccia la sua parte.

L’aumento degli accessi al Pronto Soccorso di Cona registrato negli ultimi anni ha certamente diverse cause. Una prima causa da annoverare riguarda il fisiologico aumento delle patologie collegate all’invecchiamento della popolazione, a seguire abbiamo la vocazione di Hub di Cona per cui il Pronto Soccorso riceve i casi difficili da tutto il territorio provinciale. Tuttavia l’aumento di accessi è dovuto anche ad un numero ancora troppo elevato di ingressi inappropriati, casi che si sarebbero potuti trattare in altre strutture. Abbiamo poi gli accessi ripetuti dovuti ad una non ottimale gestione del processo di dimissioni. L’anzianità crescente della popolazione ha generato infatti un aumento di problematiche legate alla gestione del paziente dimesso, in parte assorbite dalle strutture di post-acuzie e dagli ospedali di Comunità, e in parte gestite dal sociale. Nell’ottica di una progressiva riduzione dell’ospedalizzazione della persona, dobbiamo concentrare l’attenzione sul processo di dimissione del paziente, specialmente nei casi complessi in cui son presenti più patologie o un’elevata età o una situazione di fragilità sociale. Ad oggi, nonostante molti passi siano già stati fatti, il numero di accessi al pronto soccorso ci racconta una storia in cui il sistema territoriale non è ancora andato pienamente a regime. La nostra attenzione deve essere rivolta proprio a questo.

Ai disagi evidenziati dal personale del pronto soccorso e dai pazienti (e relativi familiari) dobbiamo oggi dare risposta cercando di dotare il sistema di emergenza-urgenza con il personale necessario a rispondere al volume di casi che si presentano. Per equilibrare a dovere il sistema sarà poi necessaria un’ulteriore riflessione sul sistema territoriale per poter intervenire in anticipo su quei casi a cui possiamo evitare un successivo accesso in emergenza.

Perché sì: dialoghi sulla riforma costituzionale

giugno 1st, 2016 by PD Ferrara

bin_ferrara“Perché sì: dialoghi sulla riforma costituzionale” che si svolgerà lunedì 6 giugno alle ore 18, presso la Sala della Musica di via Boccaleone 19 a Ferrara.

Sarà presente il Professore ordinario di Diritto Costituzionale ROBERTO BIN.